← Chan Chan, la grande capitale in adobe dei Chimú, vicino a Trujillo, sulla costa settentrionale del Perù Guida a Chan Chan

UNA CORSA CONTRO LA PIOGGIA

Perché Chan Chan è un sito UNESCO in pericolo

Chan Chan è costruita interamente in terra su una costa che si allaga ogni pochi decenni — l'UNESCO l'ha inserita nella lista dei patrimoni in pericolo lo stesso anno in cui è stata iscritta, il 1986.

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Pericolo sin dal momento in cui è stato inserito in lista

L'UNESCO ha iscritto Chan Chan come Patrimonio dell'Umanità nel 1986 e, nello stesso anno, l'ha inserita nella Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo — un passo insolito che testimonia quanto il sito fosse già considerato fragile. La motivazione citava lo stato precario dell'architettura in terra cruda, l'esposizione a condizioni climatiche estreme legate al fenomeno El Niño, il continuo saccheggio dei resti archeologici in un sito in gran parte non ancora scavato, e una strada che era stata proposta per tagliare direttamente attraverso le rovine, un progetto che le pressioni per la conservazione riuscirono infine a bloccare.

Il problema di El Niño

La costa settentrionale del Perù è di norma uno dei luoghi più aridi della Terra, ma il fenomeno climatico El Niño inverte periodicamente questa condizione, portando piogge torrenziali e alluvioni improvvise su un terreno che l'adobe non è mai stato progettato per sopportare. I grandi eventi di El Niño, incluse le severe fasi del 1982–83 e del 1997–98, hanno causato danni significativi e ben documentati a Chan Chan, dissolvendo l'intonaco superficiale esposto e minando le fondamenta di mura che altrimenti erano rimaste in piedi per quasi mille anni in un paesaggio che, in condizioni normali, vede solo pochi millimetri di pioggia nell'arco di un intero anno.

Erosione, vento e saccheggi

La pioggia intensa rappresenta la minaccia più drammatica, ma Chan Chan perde terreno anche più lentamente a causa della sabbia spinta dal vento, dell'innalzamento delle falde acquifere e dei sali che risalgono attraverso l'adobe dall'umidità del sottosuolo, tutti fattori che indeboliscono silenziosamente le mura nei lunghi intervalli tra le grandi tempeste. Gran parte del sito, che si estende su circa 20 chilometri quadrati, rimane non scavata e di fatto non protetta, e il saccheggio di tombe e manufatti — un problema che precede di secoli il coinvolgimento dell'UNESCO — continua a essere citato dalle autorità preposte alla tutela del patrimonio come una minaccia attiva e costante per ciò che non è ancora stato formalmente studiato o documentato.

Come viene protetto il sito

I lavori di conservazione a Chan Chan, guidati dal Ministero della Cultura peruviano con il supporto tecnico internazionale, si sono concentrati su tettoie di protezione costruite sopra i fregi più esposti a Nik An, su un sistema di drenaggio migliorato progettato per allontanare l'acqua piovana dalle mura vulnerabili più rapidamente di quanto possa infiltrarsi, e su un piano di gestione formale volto a soddisfare in futuro le condizioni dell'UNESCO per rimuovere il sito dalla lista dei patrimoni in pericolo. Nulla di tutto ciò rende Chan Chan immune a un grave El Niño — ma rende il sito significativamente più preparato a sopravvivere al prossimo.

Perché è ancora nella lista dei luoghi a rischio

A distanza di decenni dall'iscrizione nella lista del 1986, Chan Chan figura ancora nel registro dei siti in pericolo, a testimonianza di quanto sia difficile stabilizzare in modo permanente una città costruita in terra cruda, anziché in pietra o mattoni cotti. Ogni ciclo di restauro prolunga la vita di un determinato muro o fregio di anni, non di secoli, e le dimensioni imponenti del sito — molte volte più vaste della piccola porzione aperta ai visitatori a Nik An — fanno sì che i conservatori lavorino sempre solo su una frazione di ciò che richiederebbe realmente attenzione in un dato momento.

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